
E’ iniziata in perfetto orario la conferenza stampa di Cesare Prandelli. Il neo selezionatore della Nazionale Italiana ha incontrato la stampa in quella che è stata la prima conferenza sulla panchina azzurra. Ecco le sue parole tratte dal sito de La Gazzetta dello Sport:
“È il punto più alto della mia carriera. Non avevo mai pensato alla Nazionale fino alla chiamata di Abete. Forse sono qui perché miei colleghi più blasonati e vincenti hanno una panchina, io ero uno dei pochi liberi. Ho accettato in un secondo, non si può dire no all’Italia. Il mio modello? Enzo Bearzot.
Con Lippi ci siamo sentiti prima del Mondiale, gli ho detto: <<Se ci ripensi io un posto lo trovo…>>. Presto comunque ci incontreremo. Sia chiaro, quello che trovo non è tutto da buttare, anzi. Ci lascia una buona eredità, fatta di gente motivata e attaccata alla maglia. Gente come Buffon, uno a cui vorrei dare la fascia di capitano all’Europeo.
Punto a un progetto che coinvolga tutti. Dobbiamo lavorare molto sul rapporto umano, dobbiamo davvero fare gruppo. A partire dalla Federazione. E contagiare i giocatori in modo che in certe partite l’attaccamento possa anche sopperire all’eventuale mancanza di qualità. Dove vorrei vedere l’Italia? Tra le prime quattro del mondo, è quello il posto che merita.
Abbiamo tanti giocatori di qualità, ma serve programmazione. Se pensi di vincere subito qualche difficoltà inevitabilmente la trovi, in prospettiva però questa Nazionale può dare ancora tanto. Cassano e Balotelli? Giocatori di qualità che non dovrebbero avere problemi a coesistere.
Ma vorrei evitare di fare nomi, non mi sembra corretto. Convocherò chi merita di indossare la maglia della Nazionale, che non è mia né della Federazione ma di tutti. Mi auguro di portare giocatori di grande qualità, con criteri assolutamente meritocratici. A prescindere dalla maglia che indossano e dal fatto che siano nati in Italia o meno.
Cassano? Lo vedo molto sereno e maturo, le donne possono dare il giusto senso della vita….Su Balotelli dovremo rifletterci, abbiamo entrambi partite importanti. Non è facile…. Se punto già al Mondiale 2014? No, per ora penso alle convocazioni per le partite di settembre per la qualificazione all’Europeo.
Sarebbe bello cominciare con partite giocate bene e avere la possibilità di migliorare strada facendo. La tattica? Ogni allenatore ha in testa un modulo, io vorrei poter dare ai giocatori la possibilità di esprimersi al meglio nel proprio ruolo, senza la rigidità di uno schema prestabilito. Anche perché non abbiamo molto tempo…
Il mondiale passato? Quel che è fatto è fatto. Tra i ‘reduci’ devo vedere chi ha già le giuste motivazioni, io comunque cercherò di dargliene di nuove nei giorni in cui saremo insieme. Noi italiani abbiamo grande orgoglio, non vogliamo essere considerati persone di poco carattere.
Vogliamo far vedere a tutti che quello che è accaduto è stato solo una parentesi. Ribalteremo le cose negative in positive, le qualità per fare bene non ci mancano. I club però cercano il risultato veloce, ma sono certo presto torneranno a programmare rivalutando i talenti di casa.
Su Firenze? Non mi sono sentito tradito dalla società, la ringrazio, e quella resterà sempre la mia città. Tecnologia in campo? Sono favorevole, sarebbe spettacolare e un ottimo deterrente alla violenza“.
Tue, Jul 13, 2010
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