Uno scherzetto innocente da ragazzo si è trasformato in una delle più grandi figuracce della storia del calcio.
E’ successo nel friulano, precisamente durante una partita del campionato juniores provinciali. La gara, come spesso sono quelle tra ragazzi, è molto concitata e nervosa. Al 36° del secondo tempo l’arbitro sancisce la terza espulsione della gara per un brutto fallo a piedi uniti stile Gattuso o Sissoko. Il direttore di gara non può fare altro che estrarre il cartellino rosso. Il giocatore volendo fare una burla nei confronti del giovane fischietto gli tira giù i pantaloncini da gara, stile Cassano con l’arbitro Tombolini nell’incontro Perugia – Roma. L’unico problema è che l’arbitro non indossava le mutande ed è rimasto per una decina di secondi, il tempo di ricomporsi, con le pudenda in mostra.
La tensione in campo si trasforma in pieno imbarazzo e successivamente in ilarità nei confronti del povero direttore di gara. Sugli spalti gli incitamenti dei genitori si trasformano in un silenzio surreale, paragonabile solo a quello che popola i cimiteri. Al giovane difensore friulano sono stati inflitti due mesi di squalifica per mancanza di rispetto nei confronti dell’arbitro. Il ragazzo ha provato a giustificarsi con compagni ed avversari dicendo che non immaginava che all’arbitro mancasse l’intimo, ma intanto il danno era fatto e la figuraccia anche.
Questo è anche l’esempio di come i grandi (intesi come calciatori) influenzano in maniera negativa i ragazzi che popolano i campi in periferia.






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